Festa della Tosatura / Scuola civica arte contemporanea
Festa della Tosatura / Scuola
Civica d’Arte Contemporanea
“C’è
da tosare una pecora!”
Domenica 17 maggio 2015, Località
Barega (CI)
Con la Festa della Tosatura, la Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias prosegue il proprio percorso di ricerca e di azione nell’ambito delle pratiche di resistenza agro-pastorale, affiancando e sostenendo la comunità di Barega in un processo di riappropriazione simbolica, economica e culturale del territorio.
Barega è un piccolo borgo di origine mineraria con una vasta frazione agricola che si estende tra i comuni di Iglesias e Carbonia. Rappresenta uno dei pochi esempi di riconversione spontanea riuscita in un’area segnata prima dall’economia estrattiva e poi da quella industriale e discaricale. La presenza della discarica di Genna Luas, e i ricorrenti progetti di ampliamento, continuano tuttavia a minacciare un equilibrio fragile, mettendo a rischio l’intero comparto agricolo e pastorale. In questo contesto, pastori e agricoltori hanno scelto di resistere, trasformando la cura della terra e degli animali in una pratica quotidiana di tutela ambientale, di produzione sostenibile e di presidio culturale.
A differenza di altre iniziative della Scuola Civica, questa volta non ci sono artisti in residenza né visiting professor: il dispositivo si rovescia. Grazie all’esperienza accumulata nel tempo, sono le allieve e gli allievi della Scuola Civica, insieme agli artisti del collettivo Giuseppefraugallery, a “mettere in residenza” la comunità stessa. È la comunità di Barega a diventare soggetto attivo del progetto, non come semplice destinataria, ma come vero e proprio corpo produttore di sapere, pratiche e senso.
La Festa della Tosatura si configura così come un laboratorio pubblico e partecipato, in cui il gesto agricolo diventa anche gesto culturale, pedagogico e politico. Anche nella tosatura delle pecore vengono messi a confronto due sistemi di lavoro differenti: da un lato il metodo tradizionale sardo, che prevede l’immobilizzazione dell’animale; dall’altro il metodo “Majori” — sì, proprio quello praticato in Nuova Zelanda — introdotto per l’occasione da operatori arrivati appositamente a Barega. Il confronto tra le due tecniche non è solo tecnico, ma simbolico: mette in dialogo tradizione e innovazione, saperi locali e pratiche globali, mostrando come anche un gesto antico possa diventare terreno di scambio, apprendimento e trasformazione.
Parallelamente, il percorso della Scuola Civica ha coinvolto direttamente i pastori anche sul piano formativo: le lezioni di arte contemporanea frequentate dalla comunità erano incentrate su artisti e pratiche che affrontano tematiche LGBTQ+, aprendo uno spazio di confronto inedito tra mondi solo apparentemente lontani. In questo modo, la Scuola Civica ha lavorato non per sovrapporre un discorso esterno al territorio, ma per intrecciare pratiche di vita, lavoro, identità e cultura, dimostrando come l’arte possa diventare uno strumento di apertura, ascolto e trasformazione reciproca.
Introdurre questo rito significa riconoscere e rendere visibile un’altra storia del territorio: quella di un’economia agro-pastorale possibile, sostenibile e alternativa ai modelli predatori del capitalismo industriale. La tosatura diventa così non solo un’operazione agricola, ma un atto pubblico, condiviso, capace di produrre consapevolezza, relazione e senso di appartenenza. Lo slogan scelto per l’iniziativa, “C’è da tosare una pecora!”, assume in questo senso un valore insieme ironico e programmatico: un invito all’azione, alla partecipazione e alla presa in carico collettiva di un patrimonio materiale e immateriale.
La Festa segue il solco delle precedenti iniziative promosse dalla Scuola Civica, che hanno coinvolto attivamente la popolazione nella promozione e nella difesa dei propri prodotti e del proprio paesaggio, dimostrando come la cultura possa diventare uno strumento concreto di sviluppo territoriale e di costruzione di nuove economie. Come la Scuola Civica d’Arte Contemporanea stessa, anche la Festa della Tosatura è interamente autofinanziata e non usufruisce di fondi pubblici, riaffermando una pratica di autonomia, responsabilità e condivisione che fa della comunità il vero motore del progetto.
In questo modo, Barega non viene raccontata come semplice “periferia” o come territorio da salvare dall’esterno, ma come luogo attivo di produzione di senso, di sapere e di futuro, dove l’arte, intesa come pratica pubblica e sociale, contribuisce a rendere visibili, riconoscibili e condivise le forme di vita e di lavoro che già oggi costruiscono un’alternativa possibile.



































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