Belvedere di Normann - Spazio artistico comunitario di Francesco Careri. A cura del Collettivo Giuseppefraugallery.
Belvedere di Normann – Spazio artistico comunitario
di
Francesco Careri
A cura del Giuseppefraugallery
Villaggio minerario Normann – Gonnesa (SU)
Il Belvedere di Normann è un progetto di riqualificazione partecipata di Francesco Careri e curato dal Collettivo Giuseppefraugallery, che lo ha ideato insieme ai residenti e ai volontari di Villaggio Normann ODV.
Realizzato interamente in autocostruzione, con il lavoro e le competenze degli abitanti, il Belvedere è uno spazio artistico comunitario sospeso tra la montagna e il mare, nato da un lungo processo ludico-poetico attivato da Careri attraverso residenze e momenti di confronto nel villaggio.
L’opera
Il progetto si articola in due parti complementari:
Verso la montagna: una seduta semicircolare realizzata con blocchi di pietra di scavo, che richiama le capanne delle riunioni dei villaggi nuragici. Il cerchio non separa, ma accoglie: è uno spazio aperto, inclusivo, rivolto al cielo e al paesaggio.
Verso il mare: un monumento ai cavalli da miniera, costruito con tronchi modellati dalle onde, dedicato al cavallo Bosano, sepolto qui nel 1957, e ai sette carrelli che trascinava nelle gallerie. Il monumento è un legno “scolpito dalla natura”, senza intervento umano, che evoca la testa di un cavallo e custodisce la memoria del lavoro minerario.
Il Belvedere è pensato come luogo in cui ascoltare il silenzio, osservare il tramonto e le stelle, leggere un libro, sdraiarsi, riunirsi per azioni politiche ed estetiche. Non richiede energia elettrica né WiFi: le connessioni sono umane, ambientali, comunitarie.
Il processo
Il progetto nasce da un percorso avviato dopo un incontro pubblico promosso dal Collettivo Giuseppefraugallery e dalla Scuola Civica d’Arte Contemporanea. Attraverso una serie di residenze, Careri ha coinvolto la comunità in un dialogo aperto sulla riqualificazione del Belvedere.
Sono state accolte le esigenze espresse dagli abitanti:
uso esclusivo di materiali naturali (pietra e legno);
nessuna fondazione in cemento;
messa in sicurezza del bordo della scarpata;
incremento della flora tipica;
possibilità di inserire elementi amovibili (pedana per spettacoli, schermo per proiezioni);
disposizione circolare delle sedute;
rispetto delle manovre dei mezzi antincendio;
memoria visibile del cavallo Bosano e dei sette carrelli.
Il Belvedere non è un semplice punto panoramico. Non è un dispositivo per guardare altrove, ma un elemento integrato nel paesaggio, capace di ridefinire il rapporto tra ambiente naturale, ambiente culturale e ambiente sociale.
Il senso del progetto
Storicamente, la pittura ha contribuito a costruire l’idea di paesaggio come “panorama”, ovvero come veduta da contemplare da un punto privilegiato. Il Belvedere di Normann supera questa logica: non è un luogo per osservare, ma per abitare.
Artefice per secoli dello sfruttamento minerario, l’uomo qui cambia ruolo: si riconosce parte della natura e si assume la responsabilità della sua cura.
Il risultato è un’opera d’arte comunitaria che restituisce memoria al luogo e, allo stesso tempo, attua un cambiamento di paradigma: dal dominio alla relazione, dallo sfruttamento alla salvaguardia, dall’individualismo alla costruzione collettiva.
Il Belvedere è insieme spazio estetico, politico e civile: un’opera aperta, in continua evoluzione, dove la comunità diventa autrice del proprio paesaggio.
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| Belvedere di Normann - Spazio artistico comunitario di Francesco Careri. A cura del Collettivo Giuseppefraugallery. |
Francesco Careri (1966) è artista, attivista, architetto e Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre, dove è Direttore del Master Studi dell’Ambiente e del Territorio / Environmental Humanities.
È co-fondatore di Stalker / Osservatorio Nomade, con cui dal 1995 sperimenta azioni urbane e pratiche di intervento creativo nella città, partecipando a prestigiose mostre e conseguendo diversi premi e acquisizioni nelle collezioni internazionali di arte e architettura. A Roma Tre è membro del collegio di Dottorato in Paesaggi della Città Contemporanea, Politiche, tecniche e studi visuali; è titolare del Laboratorio di Progettazione Architettonica e del Corso di Arti Civiche, un corso opzionale a struttura peripatetica che si svolge interamente camminando, analizzando e interagendo con i fenomeni urbani emergenti. Ha contatti con molte università straniere dove è spesso invitato a tenere seminari, workshop e convegni. Il suo libro Walkscapes ha avuto una grande fortuna internazionale ed è stato tradotto in cinque lingue.
Dal 2009 al 2015 è Direttore del laboratorio di ricerca LAC – Laboratorio di Arti Civiche con cui realizza numerosi progetti di Terza Missione Universitaria attraverso un approccio partecipativo e comunitario, quali Savorengo Ker-la casa di tutti nel Campo Rom Casilino 900, il Razzo di Spacemetropoliz e la piazza del Porto Fluviale nel contesto di due occupazioni abitative romane. Dal 2017 è responsabile scientifico insieme al Prof Giovanni Caudo del Laboratorio di Città Corviale per accompagnare i progetti di rigenerazione urbana, e insieme al Prof. Fabrizio Finucci del gruppo di ricerca Laboratorio CIRCO con cui ha partecipato al progetto Porto Fluviale RecHouse, premiato con una menzione tra i vincitori del Bando PINQuA. Dal 2022 è delegato del Dipartimento di Architettura per la Terza Missione, relazioni con la società civile.
Tra le sue pubblicazioni: Constant. New Babylon, una città nomade, Testo & Immagine, Torino 2001; Walkscapes. El andar como pràctica estética / Walking as an aesthetic practice, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2002, trad.it. Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino 2006; Stalker /Savorengo Ker. Dal campo nomadi alla casa di tutti, Linaria, Roma 2015; Pasear, detenerse, Gustavo Gili, Barcelona 2016, Sao Paulo 2017; Stalker On / Campus Rom, Altrimedia edizioni, Matera 2017, con Lorenzo Romito; Nomadismo Architettura Ospitalità. Esperienze e azioni dal camminare al CIRCO, Bordeaux Edizioni, Roma 2020, Hospedars-se, Puente editores, Barcelona 2023.
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