TERRITORIUM Museum of Contemporary Public & Social Art, 2011




Conclusasi l’esperienza del RockBus Museum, il collettivo Giuseppefraugallery ha orienta la propria ricerca verso nuovi spazi e nuovi dispositivi, continuando a interrogare la possibilità di trasformare e ridefinire i luoghi attraverso l’arte contemporanea. In questa traiettoria si colloca la nascita del TERRITORIUM Museum of Contemporary Public & Social Art, un progetto concepito come opera collettiva e come piattaforma curatoriale situata, realizzato all’interno della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, uno dei luoghi simbolo della storia industriale del Sulcis-Iglesiente.

Il TERRITORIUM Museum non si configura come un museo tradizionale, fondato sulla conservazione e sull’esposizione di opere finite, ma come un museo di progetti, pensato per accogliere e mettere in relazione proposte artistiche destinate allo spazio pubblico o all’azione sociale. Gli artisti sono invitati a presentare un’idea — su carta o attraverso altri supporti, anche multimediali — concepita per una collocazione pubblica o per un intervento sociale, in entrambi i casi rivolto a un contesto specifico e complesso: il Sulcis-Iglesiente, una delle aree economicamente e socialmente più fragili d’Italia.

In questo senso, il museo opera come dispositivo di anticipazione e di proiezione: non espone ciò che è già realizzato, ma rende visibili possibilità, intenzioni, ipotesi di trasformazione. L’opera, prima ancora di diventare intervento concreto, è qui pensata come gesto progettuale, come forma di immaginazione situata che si confronta con un territorio reale, con le sue ferite e con le sue potenzialità.

La scelta di collocare il progetto nella Grande Miniera di Serbariu non è neutra: si tratta di un luogo che incarna in modo emblematico la storia del lavoro, della produzione e della dismissione industriale, e che diventa così cornice e materia simbolica di una riflessione sulla riconversione culturale.

Parallelamente all’esposizione dei progetti, il TERRITORIUM Museum attiva una serie di incontri, workshop e momenti di confronto tra artisti, popolazione, operatori culturali e amministrazioni coinvolte. Queste attività non sono pensate come eventi collaterali, ma come parte integrante del progetto: il loro carattere formativo, dialogico e partecipativo risponde all’esigenza di costruire un terreno condiviso di discussione su arte, cultura e territorio. In questa prospettiva, il museo non è soltanto uno spazio di presentazione, ma un campo di relazione, un laboratorio pubblico in cui le pratiche artistiche entrano in risonanza con le istanze sociali, politiche e istituzionali del contesto.

L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato, si tratta di costruire un museo specificamente dedicato ai progetti di arte pubblica e sociale, capace di operare a livello locale ma con una proiezione nazionale e internazionale. Dall’altro, vi è la volontà di portare a realizzazione il maggior numero possibile di opere, senza tuttavia vincolare gli artisti a una logica di immediata fattibilità. Al contrario, il progetto rivendica la libertà di accogliere anche proposte utopistiche o apparentemente irrealizzabili, riconoscendo al pensiero progettuale una funzione critica e immaginativa autonoma. In questi casi, l’impatto dell’opera non è materiale ma simbolico: essa agisce come costruzione di senso, come apertura di possibilità nell’immaginario collettivo.

I progetti esposti devono essere intesi, dunque, come atti di volontà: da parte degli artisti e del museo stesso, di contribuire a trasformare una provincia complessa e dura — ma al tempo stesso straordinariamente ricca di potenzialità — in un luogo di eccellenza e di sperimentazione a livello internazionale. Non si tratta di invitare a pensare opere monumentali o autoreferenziali; al contrario, il TERRITORIUM Museum propone una riflessione concreta sulla possibilità di un’arte sostenibile: sostenibile dal punto di vista ambientale, dei costi, e soprattutto della ricezione e dell’appropriazione da parte della collettività. L’arte è qui chiamata a misurarsi con il contesto, a negoziare la propria presenza, a costruire forme di relazione che non si esauriscano nell’evento o nella visibilità effimera.

Il quadro socio-economico del Sulcis-Iglesiente rende questa sfida particolarmente urgente e significativa. Con circa l’8% della popolazione sarda, il territorio concentra oltre il 43% dei cassaintegrati dell’isola; è inoltre tra le aree più povere per PIL e reddito a livello nazionale e presenta un dato allarmante: circa il 70% della popolazione è a rischio di semianalfabetismo, un primato negativo anche in ambito europeo. A prima vista, potrebbe sembrare il contesto più distante possibile dalle dinamiche dell’arte contemporanea e dei sistemi culturali internazionali. Eppure, questa lettura rischia di essere fuorviante.

Negli ultimi anni, infatti, la presenza e l’attività di realtà come Giuseppefraugallery, l’associazione Cherimus e la Fondazione MACC, insieme a una costellazione di altre esperienze associative e individuali, hanno contribuito a costruire una base solida su cui poter operare in prospettiva. Grazie a queste iniziative, il territorio è stato attraversato da mostre, interventi, performance e workshop che hanno coinvolto artisti e curatori di riconosciuta importanza, autorevolezza e generosità.

Accanto a queste presenze, un ruolo determinante è stato svolto da un nutrito gruppo di giovani e giovanissimi artisti locali, che hanno trovato proprio in questo contesto di confronto una prima occasione di formazione e di visibilità, riuscendo in diversi casi a inserirsi con successo nel sistema dell’arte più accreditato. Il TERRITORIUM Museum si innesta in questa trama come dispositivo di continuità e di rilancio, non come progetto isolato, ma come infrastruttura culturale capace di tenere insieme ricerca, formazione, produzione artistica e relazione con il territorio.

In definitiva, il TERRITORIUM Museum of Contemporary Public & Social Art può essere letto come una forma di museologia critica e situata, che rifiuta l’idea di museo come spazio neutro e autosufficiente, e lo ripensa invece come processo, come piattaforma di progettazione e come luogo di negoziazione tra arte, società e politica. In un territorio segnato dalla crisi industriale e dalla fragilità sociale, il museo diventa così non un contenitore di opere, ma un campo di possibilità, in cui l’arte è chiamata a misurarsi con il reale, a immaginare scenari di trasformazione e a contribuire, insieme ad altri saperi e pratiche, alla costruzione di un futuro diverso per il Sulcis-Iglesiente.






























SPACE....(Spazio Per Arte, Creatività, E.....) 

Workshop a cura dell'associazione Cherimus con i ragazzi dei licei di Carbonia. Visiting Professor: Diego Perrone (Italia), Isa Griese (Germania), Samba Bathie Tounkara (Senegal)


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