Eleonora Di Marino / Man Nuoro / Civil Servants Ricerca artistica e problematica ambientale in Sardegna
Eleonora Di Marino
MAN
Nuoro, all’interno della mostra Civil
Servants
Ricerca artistica e problematica ambientale in
Sardegna
Inaugurazione: venerdì 6 febbraio, ore 19.00
Il progetto Civil Servants, a cura di Micaela Deiana, nasce da una ricognizione delle pratiche artistiche di natura antagonista sviluppate in Sardegna negli ultimi anni, orientate alla formulazione di modelli di analisi, decostruzione e problematizzazione dell’attuale contesto socio-politico. L’indagine si colloca lungo il crinale tra attivismo e ricerca artistica, concentrandosi in particolare su quelle pratiche che hanno posto al centro del dibattito pubblico questioni ambientali cruciali per il futuro dell’isola.
L’espressione civil servant, di matrice anglosassone, indica la responsabilità e il profondo senso civico con cui i funzionari pubblici prestano servizio alla comunità di cui fanno parte. Gli artisti coinvolti nel progetto assumono questa attitudine come elemento fondante della propria poetica, dando vita non solo a opere, ma soprattutto ad azioni, in cui l’arte si configura come strumento di critica sociale e di sensibilizzazione collettiva intorno al valore del bene comune.
Attraverso le narrazioni e gli interventi di Leonardo Boscani, Riccardo Fadda, Pasquale Bassu ed Eleonora Di Marino, la mostra affronta in particolare gli effetti dell’occupazione e dello sfruttamento del suolo prodotti dai poli industriali che hanno segnato la cosiddetta “rinascita industriale sarda” tra gli anni Sessanta e Settanta. Al tempo stesso, il progetto mette in evidenza gli strumenti critici e le pratiche di intervento con cui oggi si tenta di confrontarsi con il fallimento politico ed economico di quelle strategie di sviluppo, aprendo il campo a una riflessione sul complesso e necessario processo di riconversione dei territori.
Eleonora Di Marino (Carbonia, 1990) presenta Betile, opera inserita all’interno della ricerca S.P.A. – Soluzioni Per l’Ambiente, un progetto in progress che mette in luce le contraddizioni del caso dei cosiddetti Fanghi Rossi: terreni tutelati dal punto di vista paesaggistico ma al contempo altamente tossici, a causa della presenza di residui metallici derivanti dalle lavorazioni minerarie. Attraverso un gesto simbolico e fortemente evocativo, l’artista interroga la distanza tra le politiche di tutela formale del paesaggio e la realtà materiale della contaminazione, trasformando l’opera in un dispositivo critico capace di rendere visibile ciò che normalmente viene rimosso o neutralizzato nel discorso pubblico.
Eleonora Di Marino fa parte del collettivo Giuseppefraugallery, attivo nel territorio del Sulcis-Iglesiente, dove l’arte viene praticata come strumento di ricerca, denuncia e attivazione sociale, in un contesto segnato da profonde contraddizioni ambientali, economiche e politiche.







