Eleonora Di Marino / Segnal'etica Workshop /performance ambientalista / Scuola Civica d’Arte Contemporanea



Segnal’etica Workshop ambientalista  di Eleonora Di Marino

Scuola Civica d’Arte Contemporanea

Il workshop Segnal’etica, condotto da Eleonora Di Marino nell’ambito delle attività della Scuola Civica d’Arte Contemporanea, si inserisce in modo coerente nel percorso di ricerca dell’artista e del collettivo Giuseppefraugallery attorno alle pratiche di arte pubblica, attivismo ambientale e responsabilità civile, in continuità con il progetto S.p.A. – Soluzioni per l’Ambiente.

Il luogo scelto come campo d’azione è Campo Pisano, area che fino agli anni Settanta ha rappresentato uno dei principali poli minerari del territorio: oltre 700 minatori impiegati e una produzione che raggiungeva circa mille tonnellate di tout-venant al mese. Nel suo impianto di trattamento confluivano inoltre i minerali provenienti dalle miniere di Masua, San Giovanni e Monteponi. Oggi, questo stesso sito si configura come una vera e propria polveriera di veleni, una delle zone più compromesse e pericolose dell’intero comprensorio dal punto di vista ambientale e sanitario. Eppure, paradossalmente, nessun segnale avverte la popolazione della gravità della contaminazione.

Le poche segnalazioni installate in passato dal collettivo Giuseppefraugallery sono state puntualmente rimosse. Non è un dettaglio secondario che proprio a Campo Pisano abbia sede l’IGEA, l’ente regionale preposto alla gestione e alla messa in sicurezza dei siti minerari dismessi, che invece di rendere visibile e affrontare il problema, sembra spesso contribuire a occultarne la pericolosità. In quest’area si sono persino svolte gare ufficiali di motocross, con conseguente dispersione nell’aria di polveri contaminate e con l’esposizione diretta di pubblico e atleti a sostanze nocive.

In risposta a questa rimozione sistematica del pericolo, Eleonora Di Marino ha scelto di coinvolgere le studentesse e gli studenti della Scuola Civica in un’azione che unisce pedagogia, pratica artistica e intervento pubblico: la realizzazione di una “segnaletica volante”, sotto forma di aquiloni. L’idea nasce anche da un altro elemento cruciale del territorio: da Campo Pisano prende origine il Rio San Giorgio, uno dei corsi d’acqua più inquinati della zona, che sfocia sulla spiaggia di Fontanamare. Lungo il suo percorso, nel tempo, sono state installate delle canne fitodepuranti, capaci di assorbire parte degli inquinanti presenti nell’acqua. Proprio da queste canne sono state ricavate le strutture portanti degli aquiloni, trasformando un materiale legato a un tentativo di mitigazione del danno ambientale in un supporto simbolico e operativo per un’azione di denuncia.

Durante il laboratorio, le superfici degli aquiloni sono state dipinte con segnaletica di pericolo, simboli e avvisi che rimandano direttamente alle criticità ambientali e sanitarie del sito. La segnalazione, impossibile o sistematicamente rimossa a terra, viene così sottratta al controllo e affidata al cielo: una scrittura mobile, visibile, instabile, che rende letteralmente impossibile ignorare la presenza del rischio.

La fase conclusiva del workshop si è tradotta in una performance collettiva non autorizzata: gli aquiloni sono stati fatti volare sopra Campo Pisano, in un’azione pubblica che ha coinvolto tutti i partecipanti e che si è svolta sotto il concreto rischio di interruzione da parte della vigilanza IGEA. Questo elemento di frizione non è un incidente, ma parte integrante del lavoro: rende esplicita la tensione tra pratica artistica, diritto all’informazione, gestione istituzionale del territorio e rimozione politica del problema.

Segnal’etica si configura così come un dispositivo poetico e politico insieme: non produce un oggetto da contemplare, ma attiva un processo di consapevolezza, partecipazione e riappropriazione simbolica dello spazio. In continuità con S.p.A. – Soluzioni per l’Ambiente, l’opera-laboratorio di Eleonora Di Marino mette in discussione l’inadeguatezza delle risposte istituzionali e ribalta il paradigma della “soluzione tecnica” in favore di una soluzione etica, collettiva e visibile, in cui l’arte diventa strumento di segnalazione, di allerta e di presa di posizione pubblica.

In questo senso, gli aquiloni non sono soltanto segni nel cielo, ma indicatori di una responsabilità condivisa: rendono visibile ciò che viene sistematicamente occultato e trasformano la formazione artistica in un esercizio concreto di cittadinanza attiva, in cui il gesto creativo coincide con un atto di denuncia, cura e restituzione critica del territorio alla comunità.