Simone Berti - Scuola Civica d'Arte Contemporanea:


Simone Berti
Artista in residenza al Villaggio Normann, Visiting Professor Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias

Giovedì 18 settembre la Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias ha ospitato l’artista Simone Berti per un incontro pubblico concepito come anteprima del corso 1.1, che prenderà avvio ufficialmente il 5 ottobre. La presenza di Berti si è inserita nel programma di residenze e visiting professorship della Scuola, pensato come dispositivo di confronto diretto tra pratiche artistiche contemporanee, formazione e contesto territoriale.

Nel periodo di residenza al Villaggio Normann, Simone Berti ha attraversato il Sulcis-Iglesiente, entrando in relazione con i luoghi, le stratificazioni storiche e le specificità sociali di un territorio segnato dalla lunga vicenda mineraria e dalle trasformazioni post-industriali. Questo tempo di permanenza non è stato inteso come semplice ospitalità, ma come occasione di immersione critica in un contesto complesso, in cui il paesaggio, le architetture della dismissione, le memorie del lavoro e le pratiche quotidiane della comunità diventano materiali di riflessione e di possibile attivazione artistica. In linea con la vocazione della Scuola Civica, la residenza ha così assunto la forma di uno scambio: da un lato l’artista ha potuto confrontare la propria ricerca con un territorio periferico rispetto ai centri canonici del sistema dell’arte, dall’altro studenti e cittadinanza hanno avuto accesso diretto a un’esperienza e a un metodo di lavoro maturati in ambito internazionale.

L’incontro del 18 settembre ha rappresentato un momento di restituzione e di apertura, in cui Simone Berti ha ripercorso il proprio percorso artistico, soffermandosi sui nuclei concettuali che attraversano la sua pratica: il rapporto tra forma e immaginario, tra oggetto e racconto, tra dimensione scultorea e costruzione di situazioni che mettono in tensione realtà e finzione, ironia e inquietudine. Il dialogo con gli studenti e con il pubblico ha evidenziato come la sua ricerca, pur muovendosi con leggerezza apparente, interroghi in modo profondo i meccanismi di produzione delle immagini, le aspettative dello spettatore e le convenzioni che regolano il nostro modo di abitare il mondo.

In quanto visiting professor, Berti ha contribuito a rafforzare l’impianto pedagogico della Scuola Civica d’Arte Contemporanea, fondato sull’idea che la formazione non debba limitarsi alla trasmissione di saperi, ma debba attivare processi di confronto, di dubbio e di sperimentazione condivisa. La sua presenza ha offerto agli studenti la possibilità di misurarsi con un percorso artistico consolidato, ma anche con un’attitudine al lavoro che fa della ricerca un campo aperto, attraversato da deviazioni, slittamenti e ripensamenti continui.

Simone Berti, nato ad Adria nel 1966, vive e lavora a Milano. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, alla Kingston University – Multimedia Department di Londra e al Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti a Como con Joseph Kosuth, ha esposto in numerosi musei e gallerie internazionali. Tra le principali mostre e partecipazioni si ricordano: la 52ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (Fare Mondi/Making Worlds, 2009), Manifesta 3 a Lubiana (2000), la 7ª Biennale di Istanbul (2001), il Centre Georges Pompidou di Parigi (Polyphonix 40, 2002), il MOCA di Chicago (Italics, 2009), la GAMeC di Bergamo, il MAXXI di Roma, il MAMbo di Bologna, oltre a esposizioni in gallerie come Massimo De Carlo, Vistamare, SALES e Analix Forever. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il MAXXI di Roma, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, lo SMAK di Gand, il Museo del Novecento di Milano e l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma.

L’esperienza di residenza e di insegnamento di Simone Berti a Iglesias si colloca pienamente nella missione della Scuola Civica d’Arte Contemporanea: costruire un luogo di formazione radicato nel territorio ma aperto al confronto internazionale, in cui l’arte non sia intesa come pratica separata o autoreferenziale, bensì come strumento critico capace di leggere, attraversare e rimettere in discussione i contesti sociali, culturali e simbolici in cui opera. In questo senso, la presenza di Berti ha rappresentato non solo un momento di alta qualità formativa, ma anche un ulteriore passo nel processo di costruzione di una comunità di ricerca, in cui artisti, studenti e cittadini partecipano insieme alla ridefinizione del rapporto tra arte, luogo e esperienza condivisa.