9 luglio 2014 - Apre a Iglesias la Scuola Civica d’Arte Contemporanea


La Scuola Civica d’Arte Contemporanea è concepita come un’opera di arte pubblica e sociale del collettivo Giuseppefraugallery, nata in collaborazione con il Comune di Iglesias. La sua missione è quella di informare, formare e aggiornare la comunità sui linguaggi, i codici espressivi, le pratiche, le opere, gli artisti e le dinamiche proprie dell’arte contemporanea, in un territorio segnato da una profonda crisi economica, sociale e ambientale. La Scuola è interamente autofinanziata e non riceve, raccoglie né utilizza finanziamenti pubblici in denaro, configurandosi come un’esperienza fondata su pratiche di condivisione, resilienza, dono e scambio.

Nel contesto della provincia più povera d’Italia, in uno dei territori più compromessi d’Europa dal punto di vista ambientale e industriale, e in una città storicamente distante dalle dinamiche dell’attualità artistica e culturale, il collettivo Giuseppefraugallery, in dialogo con l’amministrazione comunale, ha dato vita alla Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias, la prima esperienza di questo tipo in Italia. La Scuola si propone come un’infrastruttura culturale minima ma strategica, capace di agire non come semplice luogo di trasmissione di saperi, bensì come dispositivo critico di attivazione del territorio e di costruzione di una comunità di pratiche.

La sua missione, non priva di una componente dichiaratamente utopica, consiste nel tentativo di colmare la distanza tra produzione artistica contemporanea e percezione pubblica, affrontando uno degli stereotipi più diffusi: l’idea che l’arte contemporanea sia “facile da fare” e “difficile da capire”. In opposizione a questa semplificazione, la Scuola lavora per fornire strumenti di lettura, interpretazione e contestualizzazione, restituendo complessità ai processi artistici e alle loro condizioni storiche, sociali ed economiche di esistenza.

Per troppo tempo, nei territori periferici, l’intervento culturale è stato subordinato a garanzie di visibilità e di ritorno simbolico all’interno del sistema dell’arte, evitando il confronto diretto con i contesti locali e lasciando spesso le comunità — e i pochi amministratori che avevano sostenuto tali esperienze — ancora più isolate di fronte alla diffusione di pratiche dilettantistiche, retoriche anti-contemporanee e forme di strumentalizzazione populista della cultura. In questi contesti, l’arte contemporanea viene frequentemente ridotta a caricatura: accusata di incomprensibilità, di scandalo fine a se stesso o di costi socialmente insostenibili, talvolta non senza una parte di ragione, ma quasi sempre senza un reale investimento in termini di educazione, mediazione e costruzione di pubblico.

Dopo aver ideato e realizzato una serie di progetti orientati a inventare, reinventare e riconvertire — senza ricorrere a risorse pubbliche — luoghi e ruoli per l’arte pubblica e sociale (come il RockBus Museum, Territorium, Agri-Factory, Distretto Culturale Open Source), il collettivo Giuseppefraugallery prosegue questa traiettoria con la Scuola Civica d’Arte Contemporanea, intesa come azione profondamente radicata nel territorio e nella comunità. Coerentemente con la fragile condizione economica del contesto, anche la Scuola si fonda su un modello di autosostentamento, rinunciando a finanziamenti in denaro e affidandosi a pratiche di mutualismo, scambio e partecipazione.

La Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias è articolata in due principali dispositivi formativi:

  1. i Corsi e percorsi d’Arte Contemporanea, riservati agli iscritti;

  2. gli Incontri d’Arte Contemporanea, aperti al pubblico.

Entrambe le modalità sono progettate per consentire a chiunque di avvicinarsi ai linguaggi, ai codici espressivi, agli artisti e alle opere dell’arte contemporanea, superando barriere disciplinari, sociali e anagrafiche.



L’attività della Scuola prende avvio il 9 luglio con una conferenza pubblica sullo stato della pittura contemporanea in Sardegna, tenuta da Efisio Carbone, mentre l’11 luglio ha inizio il primo corso introduttivo (1.0 demo), della durata di un mese. Le iscrizioni, limitate a un massimo di dieci partecipanti, vengono accettate in ordine cronologico e senza alcuna selezione preventiva: sono aperte ad artisti, curatori, studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati, casalinghe, laureati e non laureati. Proprio questa composizione eterogenea del gruppo di lavoro costituisce uno degli elementi centrali del progetto, insieme alla scelta di svolgere molte attività in spazi pubblici o comunque attraversati dalla popolazione, configurando l’azione didattica come un processo dichiaratamente open source.

Accanto alla dimensione formativa, la Scuola sviluppa un’attività di ricerca, documentazione e archivio dedicata in particolare alle pratiche di arte pubblica e sociale nei territori periferici e in crisi. Tale attività viene resa pubblica attraverso mostre periodiche, momenti di incontro conviviale e altre iniziative aperte alla cittadinanza, contribuendo alla costruzione di una memoria condivisa e di un patrimonio critico accessibile.

Sono inoltre previste residenze per giovani artisti e curatori, pensate come occasioni di scambio, sperimentazione e produzione situata, in continuità con la vocazione del collettivo a lavorare sul rapporto tra pratiche artistiche e contesti specifici.

L’iscrizione e la frequenza ai corsi sono gratuiti.