DoniAmo la Musica. Azione di sostegno al presidio Invisibili della Rockwool




DoniAmo la Musica

Azione di sostegno al presidio “Invisibili della Rockwool”
a cura del collettivo Giuseppefraugallery
con Baccanale Sulcis Concerti e Neuroni Attivi

DoniAmo la Musica nasce come azione pubblica di sostegno al presidio degli Invisibili della Rockwool, i lavoratori in somministrazione esclusi dalla vertenza ufficiale e rimossi dal discorso istituzionale e mediatico. L’iniziativa si colloca nel solco delle pratiche di arte pubblica e sociale portate avanti dal collettivo Giuseppefraugallery, dove il gesto culturale non è separato dalla presa di posizione politica, ma ne diventa strumento, amplificatore e spazio di relazione.

Il titolo, costruito sull’ambiguità tra il verbo donare e il verbo amare, indica fin da subito la doppia natura dell’azione: da un lato la raccolta concreta di risorse e di attenzione, dall’altro l’affermazione di una prossimità simbolica e politica. Donare musica significa mettere in circolo tempo, corpi, suoni e presenze; ma significa anche riconoscere chi è stato reso invisibile, restituendogli spazio pubblico, voce e dignità.

Doniamo la musica per chi ha perso tutto ma non la speranza” non è uno slogan consolatorio, ma una dichiarazione di campo: la musica, come l’arte, non viene qui intesa come intrattenimento, bensì come dispositivo di prossimità, di condivisione e di alleanza. Siamo — come recita il sottotitolo dell’azione — sulla stessa lunghezza d’onda dell’arte, della solidarietà e della lotta: tre dimensioni che, in questo contesto, non possono essere separate senza perdere il loro significato politico e sociale.

L’azione, organizzata dal collettivo Giuseppefraugallery insieme a Baccanale Sulcis Concerti e Neuroni Attivi, trasforma il presidio in uno spazio attraversabile, abitato, condiviso: un luogo in cui la musica non copre il conflitto, ma lo rende più visibile, più ascoltabile, più difficile da rimuovere. In questo senso, DoniAmo la Musica non produce un evento, ma attiva una situazione: un campo temporaneo di relazione in cui la pratica artistica diventa forma di sostegno concreto e presa di parola pubblica.

Dentro un territorio segnato da esclusioni sistematiche, dismissioni industriali e gerarchie nei diritti, questa azione riafferma un principio semplice e radicale: la solidarietà non è decorativa, è una pratica politica. E l’arte, quando sceglie di stare dentro le fratture del reale, può ancora funzionare come infrastruttura fragile ma necessaria di comunità, di cura e di resistenza.

 

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