Collettivo Giuseppefraugallery - Emanuela Murtas "Pensamentu" Video performance




La memoria, il tempo e la ricerca del tempo

Siamo a Monte Agruxiau, un villaggio minerario abbandonato nei pressi di Iglesias, uno dei tanti luoghi in cui la storia industriale del Sulcis ha lasciato in eredità rovine, silenzi e paesaggi sospesi. Qui, dove il lavoro e la vita quotidiana hanno scandito per decenni il ritmo dell’esistenza, oggi restano muri scrostati, oggetti senza funzione e spazi svuotati, attraversati da una memoria che fatica a trovare una forma nel presente.

Una donna che ha vissuto in questo luogo viene invitata a tornare tra le rovine della propria casa per compiere un gesto semplice e insieme profondamente simbolico: preparare un caffè. Nel tempo lungo e dilatato di questa azione — nel tempo, anzi nel lunghissimo tempo, di un caffè — il corpo riattiva una coreografia di gesti che non appartiene più all’oggi, ma che resiste come traccia, come sedimentazione di un’esistenza passata. La lentezza dei movimenti e quella dello sguardo che li accompagna inseguono la durata della memoria, facendone emergere frammenti, esitazioni, piccoli sorrisi e improvvise malinconie.

Ciò che affiora non è la nostalgia di un passato idealizzato, ma la consapevolezza di un tempo che non possiede più valore se non quello, fragile e ostinato, di essere custodito nel ricordo, confuso nei sogni, sottratto alle logiche della produttività e al sorriso artificiale della grande economia. In questo spazio sospeso, il gesto minimo diventa atto di resistenza: un modo per restituire dignità a ciò che è stato, e per interrogare, attraverso il corpo e la memoria, il rapporto tra storia, perdita e possibilità di permanenza.